Cosa cambia per le persone? Non si tratterà di un sacrificio, ma di una ricalibrazione:
• Le spese vengono semplicemente divise tra lunedì e giornata.
• I risparmi possono tradursi in offerte più mirate e aggressive durante tutta la settimana.
• Maggiore utilizzo del tempo libero e processi decisionali più consapevoli e meno impulsivi.
Oggi un italiano su tre preferisce non andare a fare la spesa la domenica.
Siete pronti per questa nuova (vecchia) normalità?
Secondo i dati di Coop Research, circa un italiano su tre ha rinunciato a fare la spesa la domenica, mentre una quota significativa ha optato per gli altri giorni della settimana. Dieci tendenze seguiranno la presenza di Coop nei supermercati nei giorni festivi a partire dal 2026.
A cura di Francesca Fiore
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PARTECIPAZIONE
Per molti italiani, la domenica mattina è diventata un rito antico: una passeggiata, un pranzo in famiglia e una visita sempre più frequente al supermercato. Questo meccanismo potrebbe lentamente giungere al termine: Coop è disponibile: i supermercati chiuderanno la domenica dal 2026 e torneranno a un periodo di apertura di sei giorni.
L'idea arriva in un momento logicamente nuovo per il frequency retailing, sebbene non si tratti di un problema nuovo. Entro il 2025, i volumi di vendita raggiungeranno il picco, con margini sempre più elevati e costi gestibili. Questo scenario non è un attacco nostalgico, ma una spinta strategica volta a riorganizzare il trasporto.
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Perché Coop vuole aprire il suo punto vendita la domenica? Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop, l'associazione che contraddistingue le cooperative, ha presentato altre dieci idee sulla rivista economica congiunta Il Sole 24 Ore. Annunciato un protocollo congiunto per l'intera filiera della distribuzione organizzata per soluzioni su larga scala, con la fusione di Federdistribuzione e Associazione Distribuzione Moderna, finalizzato a gestire l'integrazione delle soluzioni.
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Cosa sono i supermercati self-service e come si definiscono?
I costi operativi nei giorni festivi sono fondamentali: le aperture domenicali aumentano di almeno il 30%, il che crea un onere aggiuntivo durante i periodi di picco dei consumi. Uno studio di Coop Research suggerisce che l'eliminazione delle aperture domenicali potrebbe potenzialmente comportare un impatto netto di 2,3-2,6 miliardi di euro.
Non si tratta solo di proteggere le risorse. Coop integra il dispositivo con un sistema di monitoraggio della vita dei dipendenti, recuperato grazie alle domeniche libere, un tema delicato in un Paese in cui il lavoro è stato liberalizzato nel 2011.
Cosa sta succedendo con la spesa degli italiani?
La domanda su quale sia la più importante è semplice: chiudere i negozi la domenica renderà lo shopping più costoso o più comodo? L'impatto sarà principalmente organizzativo. È possibile che circa un italiano su tre non faccia più la spesa la domenica. In un sistema familiare, la spesa è semplicemente divisa tra i lunedì, senza un reale accesso allo shopping.
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Da
un punto di vista economico, i costi finanziari possono essere riallocati su test più mirati e aggressivi in altri giorni della settimana. Ciò non significa una riduzione del potere decisionale, ma piuttosto maggiori opportunità per gli utenti finali in un'epoca in cui i carrelli della spesa sono sempre più sotto esame.
Il 2026 è un anno di necessità.
La proposta di Coop va interpretata anche alla luce del clima prevalente all'inizio del 2026. Si prevede una crescita dei consumi, con il PIL stagnante a diverse cifre decimali. Le famiglie italiane stanno entrando nel nuovo anno con ansia e un senso di instabilità, strette tra potenti vincoli geopolitici, spese forzate e un potere d'acquisto che stenta a riprendersi.
Con l'aumentare dei limiti, le persone si concentrano solo sull'essenziale: bollette, salute e spesa. Il cibo sta tornando a essere una questione di scelta, dove coesistono due esigenze apparentemente opposte: qualità e praticità. I prodotti acquistati al supermercato vengono sempre più spesso sostituiti da prodotti percepiti come semplici ed essenziali, e si sta affermando una crescente enfasi sugli alimenti "senza", mentre allo stesso tempo, i marchi utilitaristici vengono sempre più utilizzati per motivi di praticità e consumo di sottoprodotti.
La domanda iniziale va oltre l'apertura.
Le chiusure domenicali non significano solo negozi chiusi. Segnalano un potenziale cambio di paradigma nel commercio al dettaglio italiano, un cambiamento che, dopo anni di apertura, solleva interrogativi sul fatto che "più orari" si traduca effettivamente in "più valore".
alimentazione elettrica, sia che questo collegamento riguardi l'alimentazione tramite interruttori di settore o standard Coop: ci saranno molti interruttori per altre correnti e inevitabili eccezioni, come i supermercati in centrale o gli interruttori automatici.
Per il prossimo cambiamento, è possibile. In un'epoca in cui le persone acquistano meno d'impulso e più per necessità, organizzare la spesa per sei giorni potrebbe diventare la nuova norma. Non un sacrificio, ma una ricalibrazione, l'emergere di molti altri che modificano la nostra routine quotidiana con il gioco d'azzardo.