Giovedì pomeriggio, in modo del tutto inaspettato, Klaudia si è presentata al salone. E non con dei fiori.

Giovedì pomeriggio, in modo del tutto inaspettato,  Klaudia  è apparsa in soggiorno. Non con dei fiori. Non con un sorriso. Con uno sguardo freddo e un tono che ha paralizzato l'intera stanza.

"Mi scuso per l'intrusione", disse gelidamente. "Ma è ora di chiarire le cose."

Eliza  si alzò lentamente dal tavolo. Tesa ma calma. La cliente, una donna anziana, la guardava imbarazzata: avrebbe voluto sparire.

"Signora Claudia, questo è un posto di lavoro. Per favore, non faccia scenate", disse Eliza con voce calma ma decisa.

"Ecco perché sono venuta!" Klaudia alzò la voce. "Volevo vedere con i miei occhi questo 'soggiorno' dove mia nuora 'lavora' mentre mio figlio ha due lavori e vive nell'appartamento di qualcun altro!"

In quel momento, la porta del soggiorno si aprì di nuovo.  Marek ... Sudato, tremante, con gli occhi pieni di rabbia.

"Basta, mamma!" La sua voce squarciò il silenzio come un coltello. "Mi hai rimproverato, mi hai spinto, ma oggi hai superato il limite."