Il miliardario notò che la cameriera rimase calma per tutta la durata della rapina: il suo atteggiamento sbalordì il mondo!

 

Ma Emiliano notò una cosa impossibile: Valeria non aveva paura.

Non perché fosse sconsiderata. Non perché non capisse il pericolo. Tutt'altro.

Il suo respiro era lento. Il suo sguardo guizzava da un ladro all'altro, calcolando distanze, angoli, tempi. Il suo corpo era cambiato. Non era più la cameriera discreta. Era qualcuno che aspettava il momento esatto.

"Tu!" urlò l'uomo con la cicatrice, puntandogli contro una pistola. "Comincia a raccogliere tutto ciò che ha valore!"

Valeria avanzò con le mani in vista, apparentemente sottomessa. Raccolse una borsa da terra, si avvicinò a un tavolo e, proprio mentre il ladro si rilassava per un secondo, tutto accadde troppo in fretta.

Con una brusca virata, fece rotolare un tavolino di marmo contro il capo.

Contemporaneamente, colpì le gambe del secondo aggressore con un calcio basso, facendolo cadere a terra, e prima che il terzo potesse reagire, sfruttò la sbarra per prendere slancio e lanciarsi contro di lui. L'arma volò via.

Un colpo preciso al collo. L'uomo cadde in ginocchio, senza fiato.