"Va bene."
"E poi ho pensato che se avessi continuato avrei capito dove mi trovavo."
"Capita."
«No.» Deglutì. «A me non succede.»
Ho chiuso gli occhi.
Eccolo lì.
Il vero terrore.
Non perdersi.
Diventare un uomo a cui potrebbe capitare di perdersi.
«Cos'altro vedi?» ho chiesto.
"Un cartello sbiadito che indica l'esca."
Mi si strinse il cuore.
La strada del lago.
Ovviamente.
Non si era lasciato confondere dal traffico.
Aveva guidato a memoria.
Il suo corpo aveva percorso la vecchia strada che portava alla baita sul lago che lui e Helen affittavano ogni primavera, prima che venisse venduta anni prima.
Anche questa è una cosa che la gente non ti dice.
Il dolore non si manifesta solo con il pianto.
A volte sono le tue mani a girare il volante verso un luogo che non ti appartiene più, perché un tempo lì viveva l'amore.
Caroline ed io siamo arrivate alla stazione di servizio a pochi minuti di distanza l'una dall'altra.
Walter era seduto all'interno su una sedia di plastica vicino alla macchina del caffè, con la cravatta allentata e il viso pallido per l'umiliazione.
La commessa adolescente dietro il bancone faceva finta di non fissare.
Caroline lo raggiunse per prima.
Lei si inginocchiò davanti a lui.
Non gli importava chi potesse vedere.