Quando la cavità finalmente emerse dal caos bianco e ululante, si rivelò ancora più isolata e inquietante di quanto avessero predetto le leggende più oscure. Le imponenti scogliere calcaree incombevano minacciose su tre lati, intrappolandolo come una tomba rocciosa. Una nebbia gelida si aggrappava disperatamente alle pareti di pietra come un sudario spettrale e soffocante. Il rumore di fondo dell'acqua impetuosa era completamente soffocato dal ruggito assordante e bianco della bufera di neve. Al crepuscolo, esausto e mezzo congelato, Toliver raggiunse il perimetro della baita dei Ballard.
Già dall'esterno, le dimensioni della struttura colpirono immediatamente il predicatore, apparendo profondamente anomale. La porta era eccessivamente grande, il tetto insolitamente alto. Tremando violentemente, bussò con forza alla pesante porta di legno, identificandosi a gran voce, sovrastando il vento, come un uomo di Dio in cerca di un rifugio di emergenza per salvarsi la vita.
La pesante porta si aprì cigolando, rivelando una donna alta e dall'aspetto estremamente emaciato. I suoi capelli scuri erano raccolti in una stretta legatura, il viso così rigido e privo di calore da sembrare scolpito nella roccia calcarea della conca. Si fece da parte senza proferire parola di saluto, facendogli cenno di entrare. La sua ospitalità non era chiaramente un atto di bontà cristiana, ma un dovere riluttante e inevitabile. Toliver la riconobbe all'istante dai terrificanti racconti attorno al fuoco degli abitanti del luogo: era la famigerata Delila Ballard.
Entrando nella penombra della baita, Toliver fu immediatamente investito da uno strano cocktail olfattivo: il debole odore di fumo di legna, il pungente aroma di erbe essiccate e un profumo crudo, terroso, quasi animalesco, di profondo isolamento. Ma fu lo shock visivo a lasciarlo quasi senza fiato. Seduti vicino all'imponente camino in pietra c'erano tre uomini enormi. Anche seduti su pesanti sedie di legno sovradimensionate, sovrastavano letteralmente il predicatore in piedi. La loro pura mole fisica era mozzafiato. I loro grandi occhi scuri seguivano ogni movimento di Toliver con un'intensità fredda e terrificante, scrutando, valutando, ma senza rivelare assolutamente nulla di pensiero umano, empatia o intenzione.