L'orrore di Copperhead Hollow: i giganti di due metri che rapivano le donne nel Kentucky del 1850.

Nel 1835, quando i tre gemelli avrebbero avuto circa otto o nove anni, nessun cittadino della contea di Breathitt li aveva visti chiaramente. Occasionalmente, i cacciatori che seguivano le tracce della selvaggina lungo le alte creste intravedevano improvvisi e imponenti movimenti tra i fitti alberi sottostanti. Le figure erano troppo grandi per essere cervi, eppure si muovevano con una velocità terrificante che ne rendeva impossibile l'identificazione. Thomas Spencer, un robusto contadino che viveva a otto chilometri dalla valle, raccontò di aver visto una volta tre figure eccezionalmente alte muoversi in fila indiana, perfettamente allineate, lungo una cresta lontana al crepuscolo. La luce calante rendeva impossibile distinguere i dettagli umani, ma l'innaturale sincronia dei loro movimenti lo aveva profondamente turbato. Sua moglie, Marianne, raccontò di aver udito strane voci, quasi animalesche, echeggiare dalle profondità di Copperhead Hollow in una frizzante mattina d'autunno. Questi racconti sparsi e inquietanti non fecero altro che accrescere il profondo senso di mistero che avvolgeva la famiglia Ballard. L'intera comprensione che la comunità aveva dei figli di Delila si basava su una bizzarra lente di assenza: la consapevolezza collettiva e inquietante che tre ragazzi stavano crescendo e diventando uomini in un ambiente di totale e incontrollato isolamento, imparando solo ciò che una madre profondamente squilibrata aveva scelto di insegnare loro.