Margaret deglutì a fatica ma provò subito

Margaret deglutì a fatica, ma ritrovò subito la sua compostezza. Sorrise rigidamente e disse che, naturalmente, era molto piacevole avere ospiti, sebbene la tensione nella sua voce fosse chiaramente evidente. Come se non se ne fosse accorta, papà iniziò subito a "organizzare".

La mattina dopo, esattamente alle cinque e cinquantacinque, si udì un forte rumore in cucina. Papà batteva ritmicamente il cucchiaio sul tavolo.

"Svegliatevi!" annunciò con calma ma fermezza. "Una buona giornata si vede presto."

Margaret arrivò per prima, ancora assonnata e in vestaglia. Chiaramente non si aspettava che qualcuno la seguisse. Tom e io ci scambiammo un'occhiata dalla camera da letto e riuscimmo a malapena a trattenere le risate.

"Ho deciso di dividermi le faccende domestiche", continuò papà, tirando fuori un pezzo di carta che aveva attaccato al frigorifero. "L'ordine è semplice: chi cucina, chi pulisce, chi fa la spesa. Senza eccezioni."

Margaret lesse la lista, con le labbra strette in una linea sottile. Il suo nome includeva non solo cucinare, ma anche lavare i pavimenti e pulire il bagno. Papà, invece, aveva scritto "ispezione generale".

"Penso che tu stia un po' esagerando", disse con un sorriso forzato. "Sono un'ospite..."