Ma quando vide sua madre sorridere, quando vide il luccichio umido e limpido nei suoi occhi castani mentre guardava Lucía, Rodrigo comprese la brutale e terrificante verità. Non la stava salvando; la stava uccidendo con la tristezza. La purea di verdure senza sale non le stava prolungando la vita; stava solo prolungando la sua agonia. Le pillole blu che la tenevano sedata tutto il giorno non erano per il benessere di Inés; erano per la comodità delle infermiere che non volevano avere a che fare con la sua frustrazione.
Lucía versò dell'acqua fresca in un bicchiere normale. Inés la bevve con gusto e poi emise un lungo sospiro, appoggiandosi allo schienale della sedia. Sembrava rilassata, in pace. Rodrigo si appoggiò al muro freddo del corridoio, nascosto nell'ombra. Il nodo alla gola gli stringeva così tanto da impedirgli quasi di respirare. Stava per assistere a qualcosa che avrebbe finalmente frantumato la corazza di ferro che si era costruito intorno nel corso degli anni.
L'atmosfera nella sala da pranzo stava per cambiare e l'uomo d'affari milionario era completamente indifeso di fronte a ciò che stava per accadere. Il dialogo che lo aveva sconvolto. Il sole pomeridiano cominciò a calare, allungando le ombre nella grande sala da pranzo in rovere. Doña Inés posò la base della pizza sul piatto di porcellana. Sospirò profondamente, un sorriso sereno sul volto. Lucía iniziò a raccogliere i tovaglioli usati con movimenti lenti e calmi, senza turbare la quiete del momento.
«È un piacere che tu sia venuta oggi», sussurrò improvvisamente Inés. La sua voce non aveva più la forza di un tempo. Ora suonava fragile, distante, carica di nostalgia. Lucía si fermò, posò i tovaglioli sul tavolo e guardò l'anziana negli occhi. «Mi piace molto stare qui con te», rispose la giovane badante, mantenendo il suo tono dolce e rassicurante. Inés alzò una mano tremante. Le sue dita, segnate da macchie dell'età e cateteri, cercarono la mano di Lucía appoggiata sulla tovaglia.
La giovane non si allontanò; al contrario, strinse la mano dell'anziana nella sua, offrendole calore. Il silenzio nella casa era assoluto. Rodrigo, nascosto a pochi passi di distanza nel corridoio buio, stringeva i pugni contro il muro. Il suo polso batteva dolorosamente nelle tempie. "Avevo tanta paura che non saresti venuta", continuò Inés, e improvvisamente i suoi occhi si riempirono di lacrime. Non erano lacrime di dolore fisico, ma lacrime di una ferita nell'anima che l'Alzheimer non era riuscito a lenire.