Si rivolse al marito con un sorriso, un sorriso artificiosamente leggero, quasi teatrale. Quel sorriso che si fa quando non si vuole mostrare la propria irritazione.
Alexander era in piedi accanto al frigorifero del pesce, con lo sguardo fisso sul telefono. Aveva il viso teso, le sopracciglia aggrottate, la mascella serrata. Chiaramente non stava leggendo i messaggi: stava contando. Stava contando i soldi.
— Sasha, mi senti?
"Capisco", rispose senza alzare lo sguardo. "Non sono sicuro che abbiamo bisogno di gamberetti."
Marina sorrise brevemente, bruscamente, senza traccia di gioia, e si avvicinò, invadendo il suo spazio.
" Cosa intendi con 'non ne abbiamo bisogno'? È Capodanno! Possiamo permettercelo una volta all'anno ", disse con enfasi, come se non stesse parlando al marito ma al cassiere.
Alexander si mise in tasca il telefono e guardò attentamente il cestino: pesce costoso, formaggi d'importazione, frutta, vino. Poi guardò Marina. Per molto tempo. In silenzio.
"L'ho detto chiaramente", disse infine. "Ognuno paga per sé. Non ho bisogno di questo kit."
Marina alzò gli occhi al cielo.
"Certo. Non hai bisogno di niente. Ma più tardi, a tavola, mangerai tutto uno per uno", disse con malizia.
"Mangerò quello che compro", rispose freddamente Alexander.
Tra loro aleggiava una tensione densa e appiccicosa. Di quelle che non si smorzano con un sorriso né si dissipano da sole.
Marina si voltò ostentatamente e cominciò ad aggiungere altri articoli al suo carrello, come per dispetto. Lo fece con violenza, a voce alta, lanciandole i pacchetti come fossero accuse. Non era irritata dalla mancanza di denaro: ciò che la faceva infuriare era il fatto che non si stesse placando.
Alexander rimase in silenzio. Lo sapeva da tempo: discutere era inutile. Per Marina, il Capodanno era un'occasione per ostentare il proprio status, non per gioire. Per spendere, pretendere, dimostrare. E non importava che lo stipendio non fosse di gomma, che avessero bollette, un mutuo e medicine per la madre.
Ricordava Anna, sua madre. Il giorno prima, aveva chiamato e gli aveva chiesto con cautela se stavano attraversando un momento difficile, se avevano bisogno di aiuto, se lui aveva offeso Marina in qualche modo. Anna era sempre preoccupata: per suo figlio, per la pace in famiglia, per le vacanze.
"La cosa più importante è che siate insieme e che accogliate il nuovo anno in pace", disse allora.
Anna sapeva apprezzare le piccole cose. E non ha mai, mai, anteposto i soldi alle persone.
E Marina... Marina vedeva in questo una debolezza.
E questo era solo l'inizio.