All'interno dell'armadietto dei documenti c'era una cartella con la scritta SOPHIE – REGISTRI COMPORTAMENTALI. Inizialmente, ho pensato che si trattasse di qualcosa di innocuo, magari gli appunti ossessivi di Evelyn sui lavori domestici o sui compiti di Sophie. Ma quando ho aperto la cartella, mi si è rivoltato lo stomaco.
Decine di pagine scritte a mano elencavano dettagliatamente ogni piccolo errore commesso da Sophie nell'ultimo anno: dimenticare di dire "grazie", non finire i pasti, rispondere male, piangere, ridere troppo forte. Su ogni pagina era riportata la "correzione" che Evelyn riteneva meritasse.
Bagni di ghiaccio. Ore di isolamento. Sospensione dei pasti.
C'era persino un grafico che teneva traccia del momento in cui Sophie "cedeva", parola sottolineata in inchiostro rosso.
Le mie mani tremavano così violentemente che quasi strappai i fogli. Più scavavo, più la situazione si faceva orribile. Gli appunti descrivevano Sophie rinchiusa fuori in inverno, costretta a inginocchiarsi sul riso, obbligata a rimanere seduta in silenzio per ore senza muoversi. C'erano date, orari, descrizioni. Evelyn aveva documentato tutto come se ne andasse fiera.