Per mesi, i due uomini si sono sostenuti a vicenda prima di essere rilasciati, assolti e infine risarciti dallo Stato. Ma non nella stessa misura. Per i suoi 12 mesi e 18 giorni di ingiustificata detenzione preventiva nel carcere di Compiègne, Richard Laurent ha ricevuto 50.000 euro nel 2007, ovvero 130 euro di risarcimento al giorno. Appena sufficienti a coprire le spese legali e a compensare il mancato guadagno… Per i suoi trenta mesi trascorsi nella stessa cella, il suo compagno di sventura ha ricevuto quasi 600.000 euro, proporzionalmente quattro volte tanto. Va detto che il suo caso è stato seguito da tutto il Paese: Pierre Martel è stato uno dei tredici assolti nel caso Outreau.
Non serve girarci intorno: quando i magistrati si arrogano il diritto di raddrizzare i torti, spesso ne commettono di peggiori. "È palesemente ovvio fin dal caso Tapie", sbotta Roland Agret, a capo dell'associazione Action Justice, lui stesso incarcerato per omicidio e assolto negli anni '80. Certo, il risarcimento per "danni morali" versato all'ex proprietario dell'Olympique de Marseille nel caso Crédit Lyonnais-Adidas non è stato determinato dal sistema giudiziario, ma da un collegio arbitrale privato. Ma questi 45 milioni di euro fanno comunque una forte impressione: rappresentano da tre a quattro volte il totale dei risarcimenti concessi dai tribunali alle altre 600 vittime identificate ogni anno. In un'interrogazione scritta al governo di qualche mese fa, il senatore dell'UMP René Vestri ha denunciato questa "flagrante sproporzione" e ha chiesto al Ministero della Giustizia di fornirgli i dettagli delle tabelle di compensazione. Invano: Georges Tron, che non era ancora stato rimosso dal governo e che quel giorno rappresentava il Ministro della Giustizia al Senato, non si è nemmeno azzardato a fornire una risposta.