Ramen fatto in casa: un'alternativa più sana ai noodles istantanei
A Losanna, il ristorante di Kenji Steiner offre un'alternativa più nutriente e artigianale ai noodles istantanei. Preparati sul posto con brodi lasciati in infusione per ore, i ramen di Kenji sono realizzati con ingredienti freschi, senza additivi o conservanti. Anche i noodles sono fatti in casa, con una miscela di farina di grano e segale per un tocco rustico. A differenza dei noodles istantanei, i ramen di Kenji non sono fritti, il che ne limita il contenuto di grassi.
Il successo del ramen artigianale riflette una crescente domanda di pasti equilibrati e più sani, anche all'interno della categoria fast-food. Sebbene il ramen sia spesso percepito come un piatto tradizionale, assomiglia sempre più al fast food giapponese, pensato per praticità e convenienza.
Produzione industriale di noodles istantanei
La produzione industriale di noodles istantanei si basa su processi rigorosi, con macchinari in funzione 24 ore su 24 per soddisfare la crescente domanda. Uno dei marchi più popolari in India lavora quasi 4 tonnellate di farina di grano al giorno. Dopo essere stato impastato con acqua, olio di palma e sale, l'impasto viene modellato in strisce sottili, bollito e poi fritto ad alte temperature prima di essere confezionato.
Queste aziende hanno ambiziosi obiettivi di espansione: in Asia, America Latina e persino in Europa, dove la domanda di noodles istantanei è in crescita grazie alla loro praticità e al basso costo. Binod Chaudhary, fondatore di uno dei marchi leader, considera questo prodotto una vera e propria "rivoluzione" nel settore alimentare, prevedendo una crescita continua per la sua azienda.
Insomma
I noodles istantanei, diventati un fenomeno globale del cibo spazzatura, offrono uno sguardo sull'evoluzione delle abitudini alimentari, ma sollevano anche preoccupazioni per la salute. Pur soddisfacendo le moderne esigenze di velocità e costi contenuti, il loro consumo regolare espone i consumatori ad alti livelli di sale, grassi e additivi e può contribuire alla dipendenza da aromi artificiali.
Fonte: RTS – Radiotelevisione svizzera
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