Le parole rimasero sospese nell'aria. Per la prima volta, Zofia non era al centro dell'attenzione. Le lacrime le salirono agli occhi.
"Non è giusto!" strillò. "Ho più bisogno della macchina! Vado a scuola tutti i giorni, e tu hai un lavoro proprio qui accanto..."
"E ho bisogno di libertà, Zofia", rispose Anna, guardandola dritto negli occhi. "Non sono un bancomat o una schiava. Ho il diritto di usare ciò che ho."
Peter le prese la mano. Un gesto semplice, ma così potente.
"Esatto. Se vuoi qualcosa, Zofia, è ora di imparare a lavorarci su."