il suo silenzio,
la sua esitazione,
il modo in cui si scusava troppo in fretta,
il modo in cui evitava certe situazioni.
Avevo pensato che stesse semplicemente crescendo.
Mi sbagliavo.
Il medico mi ha spiegato i passi successivi: servizi di supporto, documentazione adeguata, garanzia di sicurezza.
Non ho esitato.
"Fate quello che dovete fare", ho detto.
Perché non era una cosa da ignorare.
E non era una cosa da risolvere in silenzio.
Quella notte, tutto cambiò.
Non tornammo a casa.
Perché "casa" non sembrava più la parola giusta.
Non era più solo un luogo.
Era diventata una domanda.