— Sì, grazie.
Jack appoggia le mani sui tasti. Suona la stessa melodia, questa volta per intero. Le note scorrono libere, come l'acqua.
Il viso di Lily si illumina.
"Sembra... il mare", sussurra.
"Esatto", dice Jack. "La musica non è solo suono. È sensazione. Colore. Tutto ciò che non puoi vedere ma sentire."
"Mi insegnerai?" chiede.
Jack esita. Si guarda le mani callose e la divisa da bidello. Non è il suo posto.
Ma poi la vede sorridere.
"Sì", dice. "Te lo insegnerò."
Da quella notte, Jack viene al ventesimo piano ogni sera dopo il lavoro. Non accetta soldi. Non si aspetta nulla.
Insegna a Lily come sentire la musica , come lasciare che la melodia guidi le sue dita. Come suonare con il cuore, non con gli occhi.
La bambina impara in fretta. Il suo modo di suonare cambia: i suoni caotici diventano storie, sogni.
E per la prima volta in dieci anni, Jack si sente di nuovo vivo.
Quello che non sanno è che qualcuno li sta osservando. Qualcuno che ascolta in silenzio. E che presto cambierà tutto.