La vitamina che viene prodotta con la pelle nuda
La vitamina D è una rarità nel mondo della nutrizione. Non la assumiamo solo attraverso l’alimentazione; il nostro corpo è anche in grado di produrla quando la pelle è esposta alla luce solare. È quindi la quintessenza della vitamina del sole. Il suo ruolo nella salute delle ossa è tanto cruciale quanto silenzioso: senza una quantità sufficiente di vitamina D, il calcio non viene assorbito correttamente, le ossa diventano più fragili e i muscoli possono indolenzirsi senza una ragione apparente.
Con l’avanzare dell’età, la capacità del corpo di sintetizzare la vitamina D diminuisce. Inoltre, molte persone trascorrono più tempo al chiuso, usano costantemente creme solari o vivono per lunghi periodi in ambienti poco illuminati. Il risultato è una carenza diffusa, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, in particolare quelle di età superiore ai 50 anni, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Dolore osseo diffuso, debolezza muscolare e sensazione di gambe stanche senza una ragione apparente possono essere segnali di una carenza vitaminica.
Fonti naturali: il sole e la tavola
Il modo più efficace per assorbire la vitamina D rimane l’esposizione moderata al sole. Circa 15 o 20 minuti al giorno, su braccia e gambe, senza protezione solare, in orari sicuri (prima delle 11 o dopo le 16), possono essere sufficienti per mantenere livelli accettabili. Ma questo non è sempre possibile, ed è qui che entra in gioco l’alimentazione.
Alcuni alimenti sono preziosi alleati: pesce grasso come salmone, sgombro o sardine; tuorli d’uovo; funghi esposti alla luce ultravioletta; e latticini fortificati. Abbinarli a fonti di calcio (broccoli, spinaci, mandorle) ne potenzia l’effetto.