Secondo 60 milioni di consumatori, questo alimento che tutti noi consumiamo contiene pericolosi "additivi cancerogeni".

Fornitura ineguale di prosciutto senza nitriti: salute e disuguaglianza
L'impatto dei nitriti sulla salute sta spingendo sempre più consumatori a preferire prodotti senza nitriti. Tuttavia, il costo di queste alternative è significativamente più elevato, limitandone l'accessibilità. Nei supermercati, i prosciutti senza nitriti costano dal 20% al 65% in più rispetto alle versioni standard. Di conseguenza, le famiglie con budget limitati spesso non hanno altra scelta che acquistare carni lavorate contenenti nitriti, il che aggrava le disuguaglianze sanitarie.

Il marchio Carrefour, ad esempio, offre una gamma "senza nitriti" a 18,21 euro al chilo per quattro fette, un prezzo comunque inferiore del 25% rispetto ai principali marchi senza nitriti, ma molto più alto del prosciutto crudo contenente nitriti. Questa segmentazione dei prezzi è denunciata da associazioni come Foodwatch e la League Against Cancer, che indicano un mercato "a due livelli". Secondo loro, questo sistema avvantaggia distributori e produttori, che mantengono elevati margini di profitto sui prodotti senza nitriti.

Zuccheri e additivi nei prosciutti senza nitriti: un'alternativa imperfetta
Oltre a essere più costosi, i prosciutti cosiddetti "senza nitriti" non sono esenti da additivi controversi. Per compensare l'eliminazione dei nitriti, i produttori spesso aggiungono zucchero o destrosio, utilizzati per attenuare l'amaro della carne. Ad esempio, alcuni prosciutti Fleury Michon contengono zucchero di canna o destrosio, uno zucchero derivato dall'amido di mais che aumenta rapidamente i livelli di zucchero nel sangue. Questo zucchero, spesso criticato per i suoi effetti sulla salute, viene aggiunto sia ai salumi biologici che a quelli non biologici senza nitriti.

Inoltre, l'ANSES sottolinea che gli estratti vegetali e i brodi vegetali utilizzati in questi prodotti "senza nitriti" contengono naturalmente nitrati, che vengono convertiti in nitriti dai batteri. Di conseguenza, queste alternative non eliminano completamente l'esposizione dei consumatori ai nitriti, limitandone così l'impatto sulla salute.

Raccomandazioni per la salute pubblica e riduzione dei nitriti
Di fronte ai rischi per la salute, l'ANSES (Agenzia francese per la sicurezza alimentare, ambientale e del lavoro) e diverse associazioni chiedono una significativa riduzione dell'uso di nitriti negli alimenti. Nel 2023, il governo francese ha lanciato un piano per ridurre i nitriti nelle carni lavorate, senza arrivare al divieto totale. Questo piano prevede l'eliminazione totale dei nitriti in alcuni insaccati entro un anno, ma solo una riduzione del 30% per i prosciutti, una decisione che delude le associazioni di tutela dei consumatori.

La Lega contro il cancro continua a battersi per il divieto totale dei nitriti, sostenendo che le moderne misure igieniche garantiscano la sicurezza alimentare senza additivi. Camille Dorioz, responsabile della campagna di Foodwatch, critica questo piano, ritenendolo insufficiente a proteggere i consumatori a basso reddito, esposti a prodotti più economici contenenti questi additivi.

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Per una dieta più sana, limita il consumo di carni lavorate.
In attesa di un possibile divieto, gli esperti sanitari raccomandano di ridurre il consumo di carne lavorata per limitare i rischi associati ai nitriti. L'Agenzia francese per la sicurezza alimentare, ambientale e del lavoro (ANSES) consiglia di limitare il consumo a 150 grammi di carne lavorata a settimana, l'equivalente di tre fette di prosciutto. Questo limite ridurrebbe l'esposizione ai composti nitrosati senza eliminare completamente questo tipo di prodotti dalla dieta.