Negli ultimi mesi il lavoro degli inquirenti avrebbe aperto scenari completamente nuovi, riportando sotto la lente vecchi elementi rimasti per anni sullo sfondo. Quello che inizialmente sembrava soltanto un approfondimento marginale si starebbe trasformando invece in una revisione molto più ampia e delicata, capace di mettere in discussione alcune delle convinzioni che avevano accompagnato il procedimento giudiziario sin dall’inizio.
Le nuove verifiche si starebbero concentrando non soltanto su possibili responsabilità alternative, ma anche sul modo in cui vennero gestite alcune fasi decisive delle indagini originarie. Secondo quanto emergerebbe dagli ultimi atti, diversi aspetti sarebbero stati trascurati o interpretati in maniera discutibile, alimentando oggi sospetti e tensioni sempre più forti tra investigatori, consulenti e magistrati.

A colpire gli osservatori è soprattutto il tono estremamente duro contenuto nelle nuove relazioni investigative. Gli inquirenti parlerebbero infatti di errori, omissioni e valutazioni considerate poco coerenti, elementi che starebbero contribuendo ad alimentare un acceso scontro attorno a una delle inchieste più controverse degli ultimi vent’anni. Una situazione che rischia ora di avere conseguenze pesantissime sul piano giudiziario.