I livelli di PFAS nell'ambiente superano attualmente i limiti raccomandati dalle autorità sanitarie europee e americane. Anche se la produzione di queste sostanze venisse interrotta oggi, la loro persistenza significherebbe che continuerebbero a esporci per decenni a venire.
I PFAS rappresentano anche una grave minaccia per la biodiversità, in particolare per le specie marine. Studi hanno dimostrato che l'esposizione prolungata a queste sostanze chimiche può compromettere il sistema immunitario e riproduttivo di diverse specie, come orsi polari, delfini e lontre.
Quali soluzioni esistono per fermare questa piaga?
Di fronte a questi pericoli, sono stati compiuti sforzi politici per limitare l'uso dei PFAS. La Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti ha già incluso due sottogruppi di PFAS nell'elenco delle sostanze da sottoporre a restrizioni, mentre l'Unione Europea sta lavorando a una direttiva per vietare i PFAS non essenziali entro il 2025. Tuttavia, le industrie chimiche spesso sostituiscono i PFAS regolamentati con altri PFAS altrettanto persistenti, mantenendone così la concentrazione complessiva nell'ambiente.
Gli esperti chiedono un divieto globale sulla produzione di queste sostanze per limitarne l'accumulo nell'ambiente. In attesa di misure più severe, tutti possono fare la loro parte per evitare prodotti contenenti PFAS scegliendo alternative prive di queste sostanze chimiche.