Trovò tre ragazze congelate nel suo fienile... Il biglietto che portavano la fece piangere... Il suono non era umano; era un ruggito profondo e gutturale, come se una bestia affamata stesse divorando il vecchio legno della casa. Ma non era una bestia di carne e sangue; era fuoco, un fuoco vorace e vile che era scoppiato a mezzanotte, alimentato da mani criminali e dalla benzina del tradimento. Bianca tossì violentemente , coprendosi la bocca con l'orlo della sua camicia da notte di flanella.

Era la voce di Rodolfo, distorta, metallica, disumana. "Bianca, esci con le ragazze. Abbiamo un mandato del tribunale per la perquisizione e l'arresto immediati. Non complicare le cose, vecchia pazza." "Sta mentendo", disse Mateo, caricando il fucile. "Nessun giudice firma mandati a mezzanotte e poi li esegue con dei mercenari senza pattuglie ufficiali." Bianca sbirciò attraverso la fessura. Riusciva a scorgere delle sagome che si muovevano dietro le luci. Uomini con mazze e catene. Non erano poliziotti, era un branco di lupi. "Avete tre minuti", urlò Rodolfo. "O li prendiamo noi."

«Nessuno può entrare qui se non con i piedi in avanti!» urlò Bianca dall'interno, la sua voce rimbombante di una furia che sorprese persino Mateo. La risposta fu un fragoroso schianto. Un'enorme pietra frantumò il vetro della finestra al piano superiore, precipitando nel corridoio. Era il segnale per attaccare. Ora si udì una voce che sembrava quella di Elias. Gli uomini si precipitarono verso il portico. Il rumore delle asce che colpivano la porta d'ingresso di legno la scheggiò, erodendo la barricata che Bianca e Mateo avevano eretto.

«Indietro!» urlò Mateo. Puntò il fucile contro il tetto del portico e sparò. Boom. L'esplosione fu assordante nello spazio chiuso. Gli aggressori indietreggiarono per un attimo, sorpresi che il piccolo dottore avesse Gallas. «Mi hanno sparato!» strillò uno dei teppisti. «Capo, hanno delle pistole!» «Allora bruciateli!» ruggì Rodolfo, perdendo ogni controllo. «Fateli uscire come conigli!» Bianca guardò con orrore una bottiglia con uno straccio in fiamme che volava descrivendo un arco perfetto verso la finestra rotta del soggiorno. Una molotov.