L'ex suocera voleva

Il cuore di Marina sprofondò per un attimo. Non vedeva la sua ex suocera da cinque anni. Cosa poteva mai desiderare?

«Per favore, fatela entrare», rispose.

Valentina Petrovna entrò in ufficio dieci minuti dopo. Era invecchiata, dimagrita e la sua figura era curva. Ma i suoi occhi erano rimasti gli stessi: freddi, indagatori...

Il suo sguardo si posò sull'ampio ufficio, su Marina nel suo abito austero ma elegante, sulla foto sulla scrivania: una famiglia felice sullo sfondo del mare.

«Allora alla fine ci sei riuscita», disse Valentina Petrovna invece di salutarla.

"Buongiorno, signora Valentine", rispose Marina con calma. "Prego, accomodatevi. Tè o caffè?"

"Non c'è bisogno." Mia suocera si sedette sul bordo della sedia, continuando a guardarsi intorno nell'ufficio. "Ti ho cercato a lungo. Ma ti ho trovato tramite amici comuni."

— Perché mi cercavi?

Valentina Petrovna rimase in silenzio per un attimo, e Marina improvvisamente capì. Lo lesse nei suoi occhi: la speranza di vederla infelice, rovinata, patetica. La conferma della sua rettitudine. La prova che aveva avuto ragione quando aveva previsto il destino infelice di Marina.

«Volevo solo sapere come stavi», disse infine Valentina Petrovna, ma la sua voce tremava.

"Sto bene", rispose Marina. "Lavoro come vicedirettrice nella stessa azienda che ho lasciato. Sono sposata con un uomo meraviglioso. Abbiamo due figli: una femmina di cinque anni e un maschio di tre."

Valentina Petrovna impallidì.