Dicembre è arrivato in città sorprendentemente presto

Daniel rimase immobile per un attimo, poi cominciò troppo in fretta a fingere di scrivere.

"Oh, sì... Stavo proprio per parlarne. Penso che dovremmo comprare qualcosa di più sostanzioso quest'anno. Le cose non sono facili per loro in questo momento."

Klara si sedette lentamente. Le parole "più decenti" e "non è facile per loro" le risuonavano nella testa, sovrapponendosi ai numeri sul libro paga.

"'A casa loro', intendendo chi?" chiese.

"Beh... da mia madre, da mia sorella. Forse anche da mio nipote. Ho già fatto un conto approssimativo: attrezzatura, buoni, un po' di soldi."

Lei lo guardò e vide quella familiare sicurezza, la stessa sicurezza con cui un tempo le aveva dato il suo primo grande guadagno senza esitazione, definendolo un "investimento nella famiglia".

"E hai guadagnato abbastanza per fare regali del genere alla tua famiglia?" Fu sorpresa dalla sua stessa franchezza e dal silenzio che scese dopo queste parole.

Daniel chiuse lentamente il portatile. Il suo viso si oscurò.

— Cosa intendi dire?

"Voglio capire", rispose lei, stringendo le mani sotto il tavolo. "Stai parlando di... o dei miei soldi?"

Le luci di Natale brillavano fuori dalla finestra e Klara improvvisamente capì: quella conversazione era appena iniziata.

*

Klara non rispose subito. Lo fissò come se lo vedesse per la prima volta: non l'uomo con cui aveva trascorso otto anni, ma qualcuno che si era appena tolto la maschera. Il silenzio era denso e appiccicoso, rotto solo dal mormorio del bollitore.

"Reciproco", ripeté lentamente. "Quando entrambi diamo il nostro contributo. Quando entrambi siamo onesti."

"Cosa stai insinuando adesso?" Daniel si alzò dal divano. "Ti avevo detto che stavo attraversando un periodo difficile. È