"Con chi...?" chiese, con la voce rotta a metà frase. Non si riconosceva in quel suono.
Lina alzò leggermente le sopracciglia, come se fosse sorpresa solo dalla banalità della sua domanda.
"Con te stesso, Alberto. Sai cosa si prova? Avere un giorno che ti appartiene davvero? Svegliarsi e non essere pronto agli ordini? Respirare come vuoi tu, non come qualcuno si aspetta che tu faccia?"
Si mosse lentamente verso il soggiorno, diffondendo quel profumo caldo e raffinato – una dolce nota di ambra e bergamotto – come un preludio a qualcosa che Alberto non riusciva a definire. La seguì, ancora con i vestiti sporchi e intrisi di terra, i muscoli ancora doloranti per le buche che aveva scavato e i sacchi che aveva portato. In quel momento, tutti i suoi sforzi gli sembrarono insensati, persino infantili.